Anche per l’anno 2022 è stato prorogato il bonus pubblicità, ossia il riconoscimento di un credito d’imposta nella misura del 50% degli investimenti pubblicitari effettuati, o da effettuare, nel periodo dal 01.01.2022 al 31.12.2022.

A prescindere da forma giuridica, dimensione e regime contabile, i beneficiari dell’agevolazione sono imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali.

Il suddetto credito d’imposta spetta in relazione agli investimenti in campagne pubblicitarie sui seguenti mezzi d’informazione:

  • Stampa quotidiana e periodica, anche online;
  • Emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali;
  • Emittenti televisive e radiofoniche nazionali non partecipate dallo Stato, analogiche o digitali.

Sono ammessi gli investimenti pubblicitari effettuati su emittenti televisive e radiofoniche iscritte al ROC (Registro degli Operatori della Comunicazione) e sui giornali quotidiani e periodici registrati presso il Tribunale ovvero presso il ROC e dotati del Direttore responsabile.

La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta deve essere presentata entro il 31 marzo 2022, esclusivamente attraverso la procedura telematica messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, indicando gli investimenti pubblicitari, suddivisi per tipologia, che si presume verranno effettuati nel corso del 2022

In base alle comunicazioni presentate verrà redatto un primo elenco dei soggetti che hanno richiesto il credito d’imposta, con l’indicazione del credito teoricamente fruibile da ciascuno.

In seguito, dal 01.01.2023 al 31.01.2023, detti soggetti dovranno quindi confermare il beneficio prenotato, rendicontando, sempre a mezzo procedura telematica, gli investimenti effettivamente eseguiti, che dovranno essere corredati dall’attestazione di un professionista abilitato sull’effettività del sostenimento delle spese.

Il credito eventualmente riconosciuto sarà compensabile solo dopo la pubblicazione di apposito provvedimento che, si presume, avverrà per il mese di aprile 2023.

Si precisa che il credito di imposta effettivamente spettante potrebbe essere inferiore di quello richiesto, e ciò per effetto di due fattori:

  • l’esaurimento delle risorse stanziate per il bonus, pari a 20 milioni di euro: in tale eventualità si provvederà a una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto;
  • il raggiungimento del massimale di aiuti “de minimis”: il soggetto richiedente, prima di poter usufruire del credito d’imposta, dovrà verificare che la somma riconosciuta rientri nel massimale “de minimis” ancora eventualmente disponibile.