Con la conversione in Legge del DL n. 39/2024 (c.d. “Decreto PNRR 4”), l’art. 38 riconosce un credito d’imposta c.d. “Transizione 5.0”, a favore delle imprese che nel corso del 2024 e 2025 effettuino nuovi investimenti in beni strumentali (sia materiali che immateriali) da cui ne derivi una riduzione dei consumi energetici.

Ambito soggettivo

Tale credito d’imposta spetta a tutte le imprese, a prescindere dalla loro forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalle dimensioni, e dal regime contabile/fiscale adottato (per cui, ad esempio, anche le imprese che adottano il regime fiscale forfetario).

I soggetti esclusi da tale agevolazione sono:

  • le imprese soggette a procedure concorsuali (liquidazione, fallimento, concordato preventivo);
  • le imprese gravate da sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001.

Ambito oggettivo

I beni oggetto d’investimento che consentono l’accesso al credito d’imposta “Transizione 5.0”, sono i medesimi per i quali spetta il credito d’imposta “Industria 4.0” ex L. 178/2020, ricompresi negli allegati A e B cui la norma fa riferimento.

Detti beni devono essere inseriti in un progetto di innovazione che consenta di ottenere una riduzione dei consumi energetici pari ad almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva oppure ad almeno il 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento.

Caratteristiche dell’agevolazione

La misura dell’agevolazione è pari al 35% per investimenti fino a 2,5 milioni effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2024 e fino al 31 dicembre 2025 e potrà arrivare fino al 45% in relazione ad una riduzione dei consumi superiore a quelle indicate al paragrafo precedente.

Il credito d’imposta:

  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24;
  • non può essere ceduto o trasferito;
  • non è imponibile né ai fini IRES/IRPEF, né ai fini IRAP;
  • non è cumulabile con il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0;
  • è cumulabile con la Nuova Sabatini.

Adempimenti richiesti

Al fine di poter usufruire dell’agevolazione in esame, le imprese dovranno preventivamente presentare telematicamente al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) un modello contenente:

  • la descrizione del progetto d’investimento ed il relativo costo.
  • le certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente che attestino ex ante la riduzione dei consumi energetici, ed ex post l’effettiva realizzazione degli investimenti.

In seguito, le imprese dovranno trasmettere al GSE comunicazioni periodiche relative all’avanzamento dell’investimento, tra cui quella di accettazione dell’ordine da parte del venditore.

Si attende il decreto ministeriale che dovrà definire le disposizioni attuative dell’agevolazione e le regole per la presentazione della documentazione richiesta per l’accesso al beneficio.